LEWIS SACCOCCI "Inceptum"
(2025 )
Ah, l'Hammond! È sempre un piacere per le orecchie, tornare ad ascoltare questo mitico organo. E ce lo consente Lewis Saccocci, pianista e organista jazz di talento che, accompagnato da Enrico Bracco alla chitarra e da Valerio Vantaggio alla batteria, incide otto pezzi di sua composizione proposti nell'album “Inceptum”, uscito per Wow Records Label.
Anche in un brano così lento e meditativo come “Lament for JDF”, si sente pulsare sotterranea l'energia, tenuta a bada da un sound più scuro del consueto, per l'Hammond (comunque dopo il crescendo deflagra). Sappiamo che modificando i registri si possono ottenere milioni di combinazioni... e Saccocci ha forse intenzione di esplorarne quante più possibile! Con esiti a volte inaspettati.
L'invenzione melodica è incessante: ad esempio “Una strana piega” si regge su una melodia rapida e per certi diversi difficile da afferrare. Non dico sia atonale, ma poco ci manca. Le lunghe sessioni di assolo non stancano mai, perché la creatività è davvero strabordante. E anche Bracco non scherza alla chitarra, nei suoi interventi.
Curiosi i titoli dei brani, come “Il prenestinato” (sì, con la enne, non con la d) e “Malcompensi stilografici”. In quest'ultimo, verso la fine ascoltiamo un groove di basso, pardon, di mano sinistra di Saccocci! In “One for Sara” invece il sound alla mano destra è “pulsante”, come quello di Jon Lord nei Deep Purple, nei momenti soft. Anche prestando attenzione all'armonia piuttosto che alle melodie, notiamo direzioni non scontate, progressioni inaspettate, deviazioni e modulazioni ardite. Questo brano, che chiude il disco, è concluso dal passaggio di Lewis Saccocci al pianoforte solista, dove per l'ultima volta possiamo godere delle sue invenzioni.
Lewis Saccocci è un nome da tenere d'occhio da parte degli amanti dell'Hammond e in generale della creatività nel jazz. (Gilberto Ongaro)