BRUNO TOMASELLO "La terra è pesante"
(2025 )
Quante sonorità possiamo ottenere con il sassofono contralto? Bruno Tommasello ce ne fa scoprire molte di più di quelle che possiamo pensare. Esploratore dello strumento, l'artista ha sviluppato delle tecniche estese, utilizzate nel campo dell'improvvisazione totale. Uscito per Liburia Records, l'album “La terra è pesante” è un live registrato nella Chiesa di San Sebastiano del Monte dei Morti, a Salerno, il 29 marzo 2024.
L'ambiente della chiesa permette lunghi riverberi, sfruttati dal musicista per dare ulteriore risalto alle novità timbriche che propone. Da subito ad esempio, in “The Sacrifiche of Innocence”, il sassofono si presenta come un uccellino cinguettante. In seguito, Tommasello riesce anche a creare una ritmica dal suono percussivo, e a suonarci sopra, da solista. Questo si può ascoltare ad esempio in “The Descent”, con i suoi battiti e la melodia allegra.
Poi, come Demetrio Stratos riuscì a “sdoppiare” la voce, studiando i canti tibetani, Bruno Tommasello riesce a sviscerare e farci ascoltare anche gli armonici del sassofono, in “The Walk of Doubt (Diplophony and Triplophony)”. Armonici vengono poi utilizzati anche nel ruvido “Prelude to the Dance”, preludio per l'appunto alla “Danse macabre”, dove il sassofono si ritrova nuovamente in questa inedita veste percussiva.
Infine, la performance è terminata da un trittico di titoli uniti in sequenza: “In the Presence of the Woland / The Condemnation / Reincarnation”. Il sax contralto qui sembra trasformarsi in tutt'altro fiato: si sentono i risultati degli studi di altri strumenti, da parte di Tommasello. Tra i tanti ad esempio, ha studiato il ney, e qui sembra quasi voler simulare la luminosità del fiato turco, salvo poi tornare a ruggire in maniera più riconoscibile.
Dopo questo ascolto, non guarderete ad un sassofono con gli stessi occhi! (Gilberto Ongaro)