PARK JIHA "All living things"
(2025 )
Ho ascoltato con interesse questo "All living things" (uscito per Glitterbeat Records), quarto disco della notevole artista coreana Park Jiha.
Conoscevo già alcune sue precedenti opere, e devo dire che la ricerca e l'evoluzione sonora presenti in questo lavoro sono eccellenti. Definire ambient la sua cifra sonora è riduttivo, perché sono presenti sfumature jazz, minimaliste e classiche.
Park Jiha suona tutti gli strumenti, compone, produce e mixa la sua musica. L'effetto all'ascolto è immersivo e spirituale ancorché un pizzico straniante. Le melodie sono rarefatte e cicliche come tanti loop con dettagli e particolari da scoprire.
La peculiarità maggiore di questo disco è, a mio parere, la perfetta commistione di sonorità orientali, ottenute con strumenti tradizionali suonati magistralmente dall'autrice (fantastico ad esempio il flauto traverso presente nel terzo brano "Bloom") con sonorità contemporanee, sperimentali ed elettroniche. Potrei dire che le une sono fuse con le altre e viceversa.
E' molto suggestivo viaggiare attraverso questi brani e rendersi conto del ciclo della vita di cui ognuno di noi è protagonista e riflettere di conseguenza. Cito il brano "A Story Of Little Birds", quarto dei nove presenti in scaletta: è una chicca e rappresenta pienamente l'intento dell'artista.
La nicchia va stretta a Park Jiha. Voto 7 e 1/2. (Roberto Celi)