SIMPLE MOOD  "Radice"
   (2021 )

Metti due amici, con la passione comune per la musica, che decidono di dar vi(t)a al progetto Simple Mood, ma col preciso intento di non banalizzarlo con dozzinali proposte, centrandone una che possa innanzitutto dar gusto a sé stessi spaziando con un frullato di generi che desti interesse.

In effetti, il duo napoletano composto da Raffaele Cerella e Luigi Merone onorano alla grande l'originaria onestà di fondo, piantando una "Radice" solida nel panorama dell'underground, debuttando sulla lunga durata con circa 40 minuti d'ascolto per un totale di 11 brani, supervisionati dal noto indie-producer Daniele Franzese e ospitate di livello come il batterista Salvatore Zanella (nell'aere di Almamegretta), che già si mette in luce nella coinvolgente "Penso troppo".

Poi, fiocca "Neve", squisitamente acustica con eleganti giri di chitarra pop-cantautorale, mentre i ragazzi funkizzano la gustosa "Musica nera" con un clima che guarda al Cremonini più classico, similarmente a "Nulla" ma, stavolta, pennellandoci su inserti R&B.

"La prossima emozione" ce la regalano con un sognante e malinconico pianoforte e percussione minima, tanto per guarnirla di un dettaglio elegante, ed entrano, poi, in "Collisione" con impasti d'elettronica pop miscelati con fervida passione.

Sarà "Difficile" ignorare un disco cosi fresco, istrionico e ritmicamente centrato, con quella differenziazione tra le tracce che filano via come (con le dovute proporzioni...) "Cafè Bleu" (Style Council). Enfasi del recensore? Fate voi... ma già si cambia ancora: ora passano al verace blues di "Ho ucciso la mia donna" con estrema naturalezza, senza perder punti sulla strada.

Rialzano i giri col soul-funky del singolo "Comodo", in chiara matrice evasiva ma non sempliciotta: parliamo sempre di due adulti con le idee ben chiare e che non hanno alcuna voglia di scivolare nell'ordinario. Al traguardo, altra previsione errata. Ti dici ok, mi gusto l'ultimo pezzo da cantare insieme a loro, ed invece della voce nemmeno l'ombra in "Mercedes Trip": solo chitarra soffusa e vibrante per suscitare un mood etereo.

A bocce ferme, possiamo confermare che la "Radice" dei Simple Mood ha attecchito bene su terreni sapientemente lavorati con artigianale entusiasmo e fantasia: e se innesteranno ancora humus cosi fertile, cresceranno a vista d'occhio. (Max Casali)