RANDOM CLOCKWORK  "Wires"
   (2020 )

La recensione potrebbe essere di tre parole: Bravi Ma Basta. Suoni impeccabili, voce grintosa e intonata (che di questi tempi non e' scontata). Ho anche guardato due video su YouTube. Curati in ogni minimo dettaglio tanto da farmi pensare: ma quanti soldi hanno questi per una autoproduzione?

Tuttavia, a me l'album non convince. Roba già sentita e risentita. Non sono internazionali. Suonano come un bel prodotto americano. Quindi, essendo italiani, un lavoro privo di identità. Tralascio il suono ossessivo dei loop di batteria. Quello e' un limite mio, non li ho mai sopportati. I titoli dei brani sono profondi, intellettuali, ma se poi non si abbinano alla canzone vera e propria, diventano superflui. Ripeto, l'album suona bene, per chi ama queste sonorità, senza farsi sorprendere. Fino alla traccia 5, si fa fatica a distinguere un brano dall'altro. Forse l'intento e' di creare una grande festa da ballare. E non ci trovo niente di male. Pero' la musica dovrebbe andare oltre. Intanto, ascolto la title track ''Wires'' e il piede destro si muovicchia. Mannaggia a me... (Matteo Preabianca)