recensioni dischi
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WASHED OUT  "Within and without"
   (2011 )

Howard Jones potrebbe imbufalirsi e non poco. Lui, che da anni cerca di sbarcare il lunario portando avanti il ricordo di quello che è stato, venendo però sbattuto nell’ambito dei memento e del vintage, potrebbe però denunciare tutti i superficiali detrattori portando, a testimonianza, questo disco. Che proviene da un americano, tal Ernest Greene, nato proprio mentre Howard spopolava con la sua “New song”, 1983. Il progetto Washed Out, infatti, viene definito come hpynagogic o come chillout music, ma a chi ha un po’ di sbuzzo, e non si fa blandire da etichette very cool, sembra solo ed esclusivamente una riedizione di certi suoni del technopop degli anni '80. Ripuliti dagli eccessi e limitati a drum machine molto delicate, sintetizzatori che cercano di elevare la mente e voce tristissima, possibilmente con un bel po’ di eco dietro. Insomma, avete presente “Hide and seek”, capolavoro di Howard Jones dell’epoca bella? Ecco ciò di cosa stiamo parlando, senza se e senza ma. Lo si può ribattezzare come si vuole, ma il genere è quello, punto e basta. Sia chiaro, non che sia un difetto, specie per chi guarda le foto di Mike Score degli A Flock Of Seagulls (altra roba da cui Washed Out attinge e nemmeno poco) e piange pensando ai tempi che furono. “Within and without” è un perfetto tentativo di riportare a quelle atmosfere, facendo una elettronica che riesce però a non far dormire e non far annoiare, piuttosto la si può mettere dappertutto che male non fa. Magari spiegando all’ascoltatore distratto che non si tratta del solito noioso tentativo di far sentire un po’ di musica anni '80, ma che è roba moderna, attuale e anche – pare – molto indie e quindi ovviamente ben recensita. Sentitevi “Amor fati”, per intenderci, e andate a prendere fuori la macchina spara fumo e un po’ di raggi laser da far piroettare per casa, poi sdraiatevi e aspettate. Vi divertirete e nemmeno poco, e se magari avrete voglia di andarvi a ripescare i padri fondatori del genere, che ora bussano alle porte dei programmi per amanti delle rughe, scoprirete un mondo nuovo. (Enrico Faggiano)