ANGELA BARALDI "3021"
(2025 )
Angela Baraldi torna a pubblicare un nuovo lavoro discografico e, come sempre, non fa rimpiangere l'attesa.
Negli otto anni che ci separano dall'ultimo "Tornano Sempre", l'artista, tra un impegno e l'altro (cinema, fiction tv, progetti teatrali e musicali con Massimo Zamboni, Diana Tejera, Gianni Maroccolo), ha iniziato un lungo e dilatato lavoro di composizione e registrazione con Federico Fantuz e Ale Sportelli.
Le nuove canzoni, arrivate alle orecchie del vecchio amico Francesco De Gregori, hanno talmente convinto il cantautore che, dopo aver arruolato Angela per il tour estivo del 2024, ha deciso di pubblicare il disco con la sua etichetta Caravan.
Il frutto di questo lavoro si chiama "3021", e verrebbe da dire che il "Principe", come sempre, ci ha visto giusto. L'album è breve (25 minuti appena), otto canzoni fuori dal tempo e dalle definizioni, compiute, perfette e tirate a lucido come piccole perle.
I suoni avvolgenti ed essenziali sono, su diretto commento di Angela, evocativi dello spazio, dei corpi celesti e dei loro movimenti. Le parole, come sempre scelte e cesellate con cura artigianale dall'autrice, toccano invece temi diversi, più terreni, a volte anche più personali.
ll brano di apertura dà anche il titolo all'album, ed è un perfetto biglietto da visita di quello che si ascolterà: suoni minimali e insinuanti, eterei, impreziosiscono la voce di Angela, che si interroga su un ipotetico futuro del 3021, su come potrebbe essere la vita in quel tempo lontanissimo e su cosa noi saremo stati capaci di trasmettere alle generazioni successive.
Il successivo "Cosmonauti", più solare, è un'affettuosa dedica a Lucio Dalla, scopritore e "mentore" di Angela fin dal suo esordio del 1990. Gli altri brani si susseguono con continuità e senza mai una caduta di tono: tra gli altri, "Bellezza dov'è" è una bellissima e delicata dichiarazione d'amore alla Città Eterna, "Cuore Elettrico" cita Edgar Allan Poe con una preziosa leggerezza pop (avrebbe ben figurato nel poco apprezzato "Rosasporco" del 2001), la più oscura "Corvi" parla con sensibilità di malessere adolescenziale ("...e anche stasera hanno vinto le stelle, sono di spalle puoi tagliarti la pelle").
In chiusura arriva "Saturno", scritta dall'autrice pensando alla madre, inaspettato sberleffo quasi "glam", con tanto di sax tenore e sax baritono sul finale. Durato troppo poco? Forse, ma speriamo arrivi presto altra musica come questa!
Bentornata Angela! (Andrea Maggiore)