recensioni dischi
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MARIA CHIARA STOMATI  "Strati"
   (2024 )

L'ingegnere elettronica e cantautrice Maria Chiara Stomati esordisce con l'EP “Strati”, uscito per Gorilla Dischi. Sono cinque canzoni che, nei testi, già delineano una personalità.

“Profondamente vuota” è la prima canzone, che avvia l'EP con il dub, col ritmo in levare reggae, dove Stomati prende in giro un ipotetico primo della classe, che si affanna per restarlo, ma ha la “mente vuota”, e da lì il gioco di parole del titolo. Sembra esserci anche una battuta a fondo politico, descrivendo il tizio: “Gli italiani al primo posto (…) Guardi il cielo fuori nella notte blu, ma alla fine sai contare cinque stelle, non di più”...

Il filone ironico continua nel quarto pezzo “Magnesio”, un samba con tanto di flauto e tromba, dove torna il titolo del primo pezzo: “A una profonda mente vuota, un antidoto non c'è. Ma se proprio vuoi parlarmi, fammi prima prendere il mio magnesio. Cosa chiedere di più al magnesio, se ti sopporto meglio (…) farebbe comodo anche a te”. Il pezzo di chiusura “Narciso” rivela che la personalità è egoriferita: “Il mio ego è un mostro insaziabile (…) non amerò mai nessuno, mai quanto me”. Spicca la voce in questo pezzo, anche se deve ancora trovare una personalità, rispetto alla scrittura dei testi.

“Respira” e “Strati”, seconda e terza canzone dell'EP, le ho tenute per ultime, perché qui si va un po' più in profondità. “Respira” è un pop in 6/8 per chitarre acustiche e pianoforte, dove la scienziata scrive parole più umanistiche del previsto: “La vita rema contro di te. Ma il tempo è la cura, è l'oro che hai. Riapri le mani, respira, respira (…) Distendi i pensieri, aspetta, aspetta... non serve affannarsi se il treno che passa davvero è per te, ti aspetterà”.

E la titletrack infine è un soul di consapevolezza, che tramite la metafora dei colori, arriva all'accettazione anche delle proprie sventure e/o difetti: “Mi sono vista come una tela (…) chiaroscuri che danno volume ai miei colori puri. L'azzurro più vivo che vedo di me, è quello mischiato alla cenere. Il giallo del sole nell'oro che ho, risplende grazie alla ruggine”.

“Strati” è un esordio tranquillo per Maria Chiara Stomati, che si presenta con una musica leggera e dei testi che disegnano una personalità sagace; deve solo trovare il modo di far esprimere questa sagacità anche alla voce. (Gilberto Ongaro)