recensioni dischi
   torna all'elenco


PABLO DISERENS  "Turning porous"
   (2024 )

Le rane. Le uniche rane che ricordo d'aver sentito in un disco finora, sono quelle in “Rane a Rubiera blues”, brano che crea l'atmosfera giusta per poi ascoltare “Certe notti”, nell'album “Buon compleanno Elvis” di Ligabue. Si trattava di un solo minuto introduttivo. Invece, con “Turning porous” di Pablo Diserens, gli anfibi diventano protagonisti di tutto un disco.

Uscito per Forms of Minutiae, piattaforma specializzata in ecologia acustica (“sonic ecology”, per la precisione), “Turning porous” offre un'esperienza immersiva, tramite i field recordings che Pablo Diserens ha realizzato in Galizia, distribuendo microfoni in una zona riparia lungo il fiume Miño, e riprendendo così ogni segnale acustico che la fauna generava in quel momento.

L'erpetofauna è la scienza che studia rettili ed anfibi, perciò non stupitevi se due tracce si chiamano “Herpetophonics: ponderings” e “Herpetophonics: arousal”. Il neologismo “herpetophonics” sta evidentemente per i suddetti segnali acustici, emessi dagli anfibi. Queste due tracce sono quelle che ospitano le rane in maniera più riconoscibile: fanno proprio cra cra. Ma l'album è aperto da “Alytes”, che se uno non lo sa già, non pensa che anche queste siano rane. Si sente un suono che sembra elettronico: un brevissimo bip, un pigolio secco, come un segnale dell'elettrocardiogramma. Invece, si tratta dei rospi ostetrici (“midwife toads”).

Non solo rane. “Riparian zone” estende l'osservazione a tutto l'ambiente circostante: ci sono anche pipistrelli, grilli, cavallette e un invadente ronzio idroelettrico, segno della presenza umana, che se prima avevi alzato il volume per sentire bene, in quel momento ti tocca abbassare per il fastidio. Del resto, i soundscapes ecologisti non sono registrazioni neutrali: sottolineano le interazioni tra uomo e natura, con approccio critico. Diserens ci racconta che gli animali sembrano aver notato la sua intrusione: un uccello ha iniziato a beccare i microfoni!

Diserens si limita quasi sempre a registrare quello che c'è, senza alterazioni. Ma in “Permeable skin”, il dialogo ambiguo tra i coleotteri d'acqua e il rumore intonato ancora una volta dalla centrale idroelettrica, lo ispira a soffiare in bottiglie di vetro. Si crea una polifonia di interazioni sonore. L'album è chiuso da “Mirage in motion”, dove protagonista è il vento che, insinuandosi fra i tronchi cavi di castagni malati, genera fischi.

La presenza o l'assenza di rane e le loro condizioni di salute indicano la condizione di salute dell'ambiente. Ma “Turning porous” non è solo un messaggio ecologista: Diserens invita a sentirsi rane per un giorno, a provare a “capire” il loro linguaggio, per quanto non si tratti di una comprensione razionale, bensì più un'intuizione istintiva. (Gilberto Ongaro)