recensioni dischi
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LORIS CERICOLA  "Memory hole"
   (2023 )

A solo un anno di distanza da “Metaphysical Graffiti”, il musicista e video artist Loris Cericola è tornato con “Memory Hole”, secondo capitolo della sua attività discografica.

Il disco nasce da alcune sessioni notturne e registrazioni prodotte nell’estate del 2021, inizialmente pensate per performance live. “Memory Hole” è un ricercato intreccio di suoni e melodie ottenuto grazie all’impiego di vecchi sintetizzatori, audiocassette e tastiere fabbricate nelle Marche negli anni Settanta.

L’approdo finale della personalissima ricerca di Cericola è una proposta artistica in perenne tensione fra la kosmitsche musik europea di qualche decennio fa e la tradizione progressive italiana, ma senza mai rincorrere soluzioni eccessivamente barocche. Al contrario, “Memory Hole” prende spesso una piega minimale e traiettorie cinematografiche, dalle trame sintetiche e retrofuturistiche di “Strangers Attractors” fino alle ruvidezze di “We Will Fall (The Stooges Cover, or Threnody for 9/11 Jumpers)”.

Ma sono forse “Sonic Flowers”, una sorta di narrazione delle profondità dell’universo, e il climax allucinato di “Technical Ecstasy” i veri acuti di un disco che, comunque, tra idee ricercate e sviluppi imprevedibili rivela sempre un certo grado di ispirazione.

“Memory Hole” conferma le buonissime sensazioni già avute un anno fa e proietta il nome di Loris Cericola tra i musicisti e producer più promettenti della vivace scena italiana. (Piergiuseppe Lippolis)